24
Nov2016

Divieto di anatocismo, come recuperare gli addebiti illegittimi sul conto corrente

immagine-anatocismo

Anatocismo questo sconosciuto. Al contrario, si tratta di un tema che tocca da vicino numerosissimi clienti delle banche. Pochi correntisti conoscono i loro diritti in tema di rimborso di quanto indebitamente incassato dagli Istituti di Credito. Cerchiamo di fare un poco di chiarezza attraverso una causa patrocinata dagli Avvocati Dario SEMINARA e Vincenzo SANFILIPPO del nostro Studio Seminara & Associati che hanno ottenuto in favore del Cliente la condanna della Banca al pagamento di oltre 70.000,00 euro.

Per anatocismo si intende la prassi bancaria per cui gli interessi passivi, generalmente maturati a cadenza trimestrale sul saldo debitore, vengono capitalizzati generando “interessi su interessi”. Tale condotta delle banche è assolutamente illegittima come ormai statuito sia dai Tribunali che dalla Corte di Cassazione.

Pertanto, i correntisti che hanno riscontrato importi maggiorati sul calcolo degli interessi passivi o in relazione alla determinazione del tasso debitore applicato possono fare ricorso al Giudice per ottenere la restituzione di quanto indebitamente pagato. Ciò è quanto avvenuto in una recente causa decisa dal Tribunale di Catania ove gli Avvocati del nostro Studio sono riusciti a far ottenere la piena soddisfazione del diritto di un correntista alla restituzione degli interessi passivi indebitamente applicati dalla Banca. Va, inoltre, segnalato che in tale vicenda giudiziaria è stata altresì superata la preliminare eccezione di prescrizione formulata dalla Banca in quanto il Tribunale, condividendo le difese del correntista, ha riconosciuto che il termine di prescrizione decennale per richiedere le somme indebitamente trattenute dalla banca decorre dalla chiusura definitiva del rapporto di conto corrente.

Prima di intraprendere una causa giudiziale per la richiesta di rimborso è importante accertarsi di essere in possesso degli estratti conto, senza soluzione di continuità, fino alla chiusura del rapporto, e del contratto di conto corrente.

Quanto al contratto di conto corrente, è bene sapere che, nella modulistica degli anni Ottanta e Novanta, il tasso di interesse debitore non era specificato dagli Istituti di Credito in modo chiaro e preciso per il correntista, venendo modificato di continuo sulla scorta di clausole contrattuali che facevano riferimento alle mutevoli condizioni su piazza. In tali situazioni il Giudice può dichiarare la nullità del tasso convenzionale o unilateralmente applicato dalla Banca e disporre il ricalcolo sulla base del più favorevole tasso legale.

Nella fattispecie in esame, è stato applicato il tasso legale più favorevole al correntista, mancando la prova dell’esistenza tra le parti di un tasso contrattuale pattuito per iscritto.